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Santo Volto di Gesù (2019)


La Chiesa

La chiesa del Santo Volto di Gesù, in via della Magliana, è stata costruita, su progetto degli architetti Piero Sartogo e Nathalie Grenon, tra il 2003 ed il 2006. L'inaugurazione è avvenuta sabato 18 marzo 2006.
Delle chiese realizzate nel programma dell'Opera Romana per la Preservazione della Fede e la Provvista di Nuove Chiese, rappresenta uno dei più riusciti esempi di architettura religiosa moderna a Roma, probabilmente una delle tre insieme alla chiesa di Dio Padre Misericordioso di Richard Meier e alla chiesa di San Francesco di Sales di Lucrezio Carbonara.

Il complesso parrocchiale del Santo Volto di Gesù è segnato planimetricamente da un percorso a cielo aperto — forte segno spaziale e morfologico di separazione - che divide idealmente, riunendole in chiasmo, la chiesa e le opere, convergenti verso un ipotetico punto di fuga costituito dalla Croce, "punto di conquista simbolico-reale del progetto". Lo spazio aperto che si viene a creare nella zona di massima divergenza degli edifici, si configura come l'ampio sagrato che si apre verso l'angolo delle strade su cui si affaccia l'area. Si ottiene così il luogo significativo dell'invito e dell'accoglienza: il sagrato come una grande V si apre simulando due braccia tese verso la città e l'arrivo dei fedeli dalla scalinata d'ingresso: un vuoto architettonico che si offre quale luogo di incontro e di socializzazione, in risposta al problema dell'assenza di un vero e proprio luogo pubblico nel quartiere. Nell'aula liturgica la copertura piana della zona assembleare viene nettamente tagliata dallo scatto verticale della semicupola che si innalza sul presbiterio fino alla grande vetrata circolare retrostante l'altare. La sfida era la realizzazione di un'articolazione spaziale dell'aula ecclesiale senza interposizione di pilastrature che interrompessero la con tinuità dell'invaso interno. Il blocco delle aule, invece, mantiene una più spinta articolazione tipologica: la vivacità dello sviluppo planimetrico, con le aule disposte intorno all'atriopiazza interno, è rispecchiata nei volumi dalla giustapposizione di colori, intensi e contra stanti, che ne esaltano l'organicità. La chiesa del Santo Volto di Gesù ristabilisce un dialogo aperto tra arte e architettura dagli architetti Piero Sartogo e Nathalie Grenon che, riprendendo la prassi secolare di concepire il tempio come un'opera corale, hanno interagito con gli artisti Carla Accardi, Chiara Dynys, Eliseo Mattiacci, Mimmo Paladino, Pietro Ruffo, Marco Tirelli, Ignazio Breccia e Giuseppe Uncini, integrando pittura, scultura c architettura in un unicum irripetibile.


Il quartiere della Magliana

Magliana è il nome della zona urbanistica 15e del XI Municipio di Roma Capitale. Si estende sulla zona Z.XL Magliana Vecchia. Prende il nome dal corso d’acqua che ivi scorre, la Magliana.
Nel nostro immaginario di periferia romana, la Magliana rappresenta un po’ il Bronx della Capitale e certamente l’immeritata fama la deve alle vicende legate alla banda omonima, che nella seconda metà degli anni settanta, fu la prima organizzazione criminale romana a unificare in senso operativo la frastagliata realtà della malavita locale e che si dedicò alle attività criminali ad ampio spettro, dai sequestri di persona, al controllo del gioco d'azzardo e delle scommesse ippiche, dalle rapine al traffico di droga, ma fatta anche di legami con la politica e gli apparati istituzionali i, che la videro coinvolta in molte vicende assai oscure come l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli, il caso Moro, i depistaggi nella strage di Bologna, i rapporti con l'organizzazione Gladio e con l'omicidio del banchiere Roberto Calvi, fino alla sparizione di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori e all'attentato a Giovanni Paolo II.

Ma se le vicende della famigerata banda criminale ne hanno determinato la cattiva reputazione, che non le appartiene se non per le origini di quel gruppo sanguinario, a comporre il vero tessuto della borgata è la mancanza di infrastrutture, ospedali, biblioteche, cinema, centri sportivi e altri luoghi di ritrovo pubblici, e il germogliare della incontrollata speculazione edilizia condotta nella capitale dal dopoguerra.
Il quartiere, che fu costruito a metà degli anni ’60 del novecento, sorge su un ansa del Tevere al di sotto del livello degli argini del fiume ed è esposto al rischio della sua esondazione: palazzoni allineati, costruiti senza alcun criterio architettonico.
Fu tra gli anni ’60 e ’70 che venne costruita la maggior parte di questi “casermoni”, fioriti introno alle prime costruzioni abusive e ai fabbricati industriali in una parte di territorio della città resasi sempre più popolosa, offuscando la memoria archeologica di una zona di notevole interesse: in questo territorio, infatti, insistono le Catacombe di Generosa, un antico cimitero situato su un’altura della Magliana, in cui furono sepolti i corpi dei fratelli Simplicio e Faustino, uccisi durante la persecuzione di Diocleziano nel 303 d.C.
Tutta la zona, situata sette metri sotto l’argine del Tevere, doveva essere reinterrata sino a raggiungere il livello dell’argine stesso. Il Comune diede il permesso di costruire, alla sola condizione di sottoscrivere un atto d’obbligo che impegnava i costruttori a reinterrare i due primi piani dei palazzi, accordo che non fu mai rispettato. Furono così realizzati due piani in più rispetto a quelli previsti, mentre non si costruirono strade, fogne, scuole, campi sportivi e soprattutto aree verdi.
Dal dopoguerra ad oggi la zona ha cambiato gran parte della sua fisionomia originaria e con la realizzazione della Magliana Nuova il quartiere è divenuto una una sorta di eufemistico “scorrimento veloce” del traffico caotico che si immette da roma Sud Ovest verso il cuore della città.
Per fortuna la costruzione della stazione di Villa Bonelli, lungo la direttrice ferroviaria tra Roma e Fiumicino Aeroporto, ne ha determinato un collegamento veloce con il centro della città.
La realizzazione del parco di S. Passera, lungo il Tevere, con la relativa pista ciclabile, ha dotato il quartiere di una vasta zona di verde pubblico e, anche per l'importante calo di criminalità, si è recuperata molta vivibilità, come si può constatare percorrendo le sue strade principali, sempre molto animate e, fermandosi a riposare o a giocare con i bambini, in Piazza De André, al centro del quartiere, dedicata al celebre cantautore genovese, scelta che all’inizio i residenti contestarono, ma di cui ora sono orgogliosi.
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