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Santa Maria di Loreto (2019)


La Chiesa

Santa Maria di Loreto a Castelverde di Lunghezza, è stata inaugurata nel 2013 dal cardinale vicario Agostino Vallini. La chiesa nuova è stata costruita in 18 mesi dall’architetto Roberto Panella, accanto alla storica cappellina edificata verso la fine degli anni cinquanta, una piccola chiesa rurale che, con gli annessi locali adibiti ad attività pastorali e canonica, realizzati negli anni successivi con bassa qualità delle finiture, scarsamente razionali e poco funzionali, ospitava originariamente la parrocchia.
Per evitare una difficile e onerosa ristrutturazione dei manufatti esistenti, si è ritenuto opportuno in epoca recente redigere un progetto che ha comportato la demolizione completa di tutti i volumi esistenti e la costruzione di un nuovo e più funzionale complesso parrocchiale che quasi si sovrappone in pianta dei vecchi manufatti, compreso il grosso e ingombrante volume della palestra al cui posto è previsto un ampio cortile con due gradoni perimetrali, attorno al quale si articolano i vari edifici. ln questo rinnovato contesto la chiesetta esistente è adibita a cappella feriale ed è collegata alla nuova chiesa da un semplice porticato con soprastante loggiato. La nuova aula assembleare è caratterizzata da una pianta quasi quadrata, con la parete laterale verso valle che avvolge e conclude lo spazio interno. La forma semplice in pianta è contrapposta a un alzato molto articolato, che si presenta in sezione con due livelli di copertura; il primo dei quali tezione delle zone laterali — ha un soffitto a cassettoni che fanno da supporto alle due semivolte in legno lamellare dell'aula principale, contrapposte e a sesto acuto, che conferiscono alla chiesa una forte visibilità e specificità. Il presbiterio, che si accompagna in modo assai naturale alla forma circolare dell'abside, ospita l'ambone, l'altare e la sede della presidenza; il tabernacolo è collocato in apposita sede, sul lato destro dell'altare mentre sul lato opposto e a quota più bassa, è collocato il fonte battesimale. Il rivestimento interno in blocchi "split" realizzati con inerti di marmo bianco, conferisce alle pareti una superficie animata e vibrante che arricchisce ancor di più il gioco delle luci.

Il Quartiere di Castelverde di Lunghezza

Castelverde è una frazione di Roma Capitale, situata in zona Lunghezza nel Municipio Roma VI (ex Municipio Roma VIII). Sorge al di fuori del Grande Raccordo Anulare fra la via Prenestina a sud e la via di Lunghezza (via Collatina) a nord, lungo la dorsale via Massa di San Giuliano, tra le frazioni di Villaggio Prenestino a ovest, Lunghezzina a nord, Fosso San Giuliano a est e Osa a sud e dista 20,62 chilometri dal centro di Roma.
Si tratta quindi più di un paesotto alle pendici della capitale che di un vero e proprio quartiere.
Castelverde fu fondata nel 1950 per opera di un gruppo di emigranti marchigiani che si stabilì qui e che diede alla alla zona il nome di "Castellaccio", per la presenza della torre di un vecchio castello. Il terreno venne così bonificato per essere dedicato all'agricoltura e venne iniziata la costruzione delle prime case e di una chiesa.
Il 30 settembre 1966, su richiesta del parroco don Alfredo Maria Sipione al sindaco di Roma Amerigo Petrucci, il quartiere cambiò nome in "Castelverde", ufficializzandolo in occasione della visita pastorale di papa Paolo VI.
A partire dagli anni duemila il quartiere ha conosciuto una forte impronta edilizia che ha portato alla realizzazione di una zona completamente nuova denominata in gergo "Lunghezzina 2". Si tratta di una nuova zona che estende il perimetro del quartiere e si dirama da via Ortona dei Marsi, nella quale il comune ha dato la possibilità di costruire sul proprio terreno.
Nel 2019, sulla facciata di una palazzina di via Massa San Giuliano, compare la storia del quartiere fondato dai contadini marchigiani alla fine della guerra. Si tratta di un murale firmato Nero Opaco dal racconto dei membri del Comitato di Quartiere per ricordare gli eventi che portarono alla nascita di Castelverde. Una iniziativa dell'associazione “Arte, città a colori”, un'iniziativa promossa ed organizzata da Franco Galvano per la rigenerazione di aree urbane grazie al contributo di famosi Street artists e che ha dipinto, oltre il Miglio d'arte anche le mura della stazione ferroviaria Nomentana.
La realizzazione del murale si deve ad Nero Opaco (Maurizio Marchiani) per abbellire la strada di un quartiere di periferia con l'obiettivo di creare un circolo virtuoso tra cittadini, istituzioni e responsabilizza chi vive e ruota intorno all’arte.
Poco distante, tra la borgata di Colle degli Abeti e Castelverde, nascerà a breve il progetto "Una certosa inclusiva" nel piano di zona Castelverde B4, progetto unico in Europa che ha l'obiettivo di essere luogo per superare le diversità e dove le differenze diventano normalità, in un’area ricavata dal recupero di due casali abbandonati che metterà insieme 30 laboratori multidisciplinari (tra cui sport, ippoterapia, musicoterapia e un luogo deputato per l’autismo) per sopperire alla mancanza di scuole e altri servizi aggregativi nella zona compresa tra Castelverde e Colle degli Abeti.
Si tratta di lodevoli manifestazioni di come le periferie romane possano riscattarsi dallo stereotipo del disagio ed esprimere vivacità e senso di appartenenza che sempre meno si respirano nei tempi di oggi.
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