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Santa Maria a Setteville (2019)

La chiesa

La nuova chiesa, progettata dall'Architetto Sandro Benedetti, sorge su un'area tangente l'abitato di Setteville di Guidonia. L'essere la chiesa posta esternamente al nucleo edificato ha determinato le cadenze principali della nuova conformazione edilizia, Un netto segno verticale di chiara connotazione e significato, il campanile, consente l'identificazione dell'edificio nel contesto; una compatta e articolata organizzazione volumetrica del nuovo complesso evidenzia la nuova parrocchia dalle vedute lontane; infine un sagrato porticato connota il rapporto di accoglienza e di incontro che la chiesa instaura con il quartiere. Per questa stessa ragione le tre parti del complesso -- la chiesa col sagrato, l'aula e la canonica -- si collocano in un deciso allineamento prospettico onde "fare corpo" unitario col campanile nella veduta d'insieme. Sempre in quest'ottica si segnalano ancora l'uso dei materiali, mattone e travertino, e la compattezza dell'aula liturgica ottagonale che lancia aggetti volumetrici "cuspidati" aprendosi allo spazio esterno e arricchendo le letture diagonali. Dal punto di vista del rapporto fondamentale con la qualità liturgica, l'aula presenta più connessioni: innanzitutto rispetto all'iconografia dell'organismo che metamorfizza l'impianto, da ottagono a croce greca, attraverso una decisa espansione dei lati cardinali dell'ottagono che si aprono verso l'esterno disegnando i bracci di croce; poi nel significato sacramentale delle espansioni medesime, non solo perché le loro aree sono luoghi finalizzati per portare a espressione spaziale i tre Sacramenti fondamentali, l'Eucarestia, il Battesimo, la Penitenza ma anche perché è attraverso questi "luoghi" sacramentali che piove la luce, La quale evidenzia i sacri segni e contemporaneamente illumina ed è fonte di luce per tutta la comunità riunita in preghiera. Unica altra fonte di luce è quella della lanterna sommitale a croce, con cui si chiude superiormente la copertura.

Il quartiere di Setteville

Ci sono zone di Roma in cui è facile trovarsi disorientati a causa dell'organizzazione singolare del territorio. A Setteville, frazione del comune di Guidonia Montecelio nella città metropolitana di Roma Capitale, colpisce subito il fatto di trovarsi in un posto in cui pezzi di città si mescolano con accenni di borgo e slarghi della campagna romana.
Questo insieme da un’idea di tessuto urbano incompiuto, dove le tracce del provincialismo italico lasciano il posto con fatica alla dimensione cittadina.
Setteville sorge al diciassettesimo km della via Tiburtina, lato nord della stessa, che la separa dalla frazione di Case Rosse di Roma Capitale.
Il visitatore che passa occasionalmente a Setteville ha l’impressione di trovarsi in una periferia senza spessore e senza storia; in realtà invece la zona ha una dimensione archeologica importante, come testimoniano i molti ritrovamenti fatti, dai piccoli oggetti alle antiche ville romane.
Nel cortile del palazzo di via Carducci 20, ad esempio, è visibile una tomba romana antica che sembra risalire al Primo secolo d.C. e si possono osservare cippi di travertino che facevano parte di un monumento sepolcrale.
Sotto via Aleardi sono stati ritrovati i muri di una probabile cisterna, così come altre cisterne sono presenti nella zona limitrofa collocatalungo la Via Marco Simone. Sono stati inoltre rinvenuti dei cunicoli che servivano come sistema di raccolta e distribuzione delle acque.
La storia recente di Setteville ha avuto origine tra la fine degli anni '40 e i primi '50.
In quegli anni, i contadini di Settecamini costituirono una cooperativa ed occuparono e coltivarono le terre dove attualmente sorge il centro abitato di Case Rosse. La zona dove sorge attualmente Setteville era allora una distesa di mandorli e da questa coltura prendeva il nome di "Mandorleto".
Dall'esigenza di dare una casa ai cittadini nacque l'idea di lottizzare questo terreno di proprietà della famiglia Todini di Tivoli.
La lottizzazione ebbe inizio nel 1952.
Sorsero quindi alcune piccole abitazione e per diversi anni la zona rimase poco sviluppata, ma poi cominciarono a sorgere grandi palazzi che caratterizzano la zona prospiciente la via Tiburtina. Con i nuovi insediamenti venne anche la prima chiesa, ubicata in un piccolo locale in via Todini, angolo via Foscolo. In seguito con l'aumentare della popolazione, costituita dai cittadini che a Setteville avevano trovato la possibilità di avere una casa, preclusa a Roma dove pure avevano i loro interessi di lavoro, la borgata assunse l’attuale fisionomia.
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