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Santa Felicita e Figli Martiri (2019)


La Chiesa

Il complesso, progettato dall'architetto Roberto Panella e realizzato tra il 2002 e il 2003, sorge al posto di due piccoli edifici provvisori l'uno adibito a chiesa, l'altro a sacrestia e uffici parrocchiali - costruiti originariamente sul medesimo lotto e dimensionati al numero di abitanti che risiedevano allora nell'ambito territoriale della parrocchia. Il nuovo complesso occupa dunque la medesima area di circa 8000 metri quadrati a forma di L alla quale si scende con leggero declivio. Per quanto riguarda l'aspetto urbanistico e morfologico, la nuova parrocchia è stata intesa sia come riferimento simbolico per il circostante tessuto urbano, sia come struttura funzionale, senza tuttavia incombere come elemento "eccezionale" sull'adiacente abitato. Il progetto consta di due edifici distinti e paralleli: uno adibito a locali per le attività pastorali e canoniche; l'altro a chiesa, cappella feriale e sacrestia. Sono separati da un percorso che planimetricamente li riunifica in un unico organismo architettonico. Si accede alla chiesa attraverso un pronao preceduto da un ampio sagrato. L'aula assembleare, a pianta centrale, è impostata sulla forma del quadrato, con l'assemblea disposta a settori circolari, raccolta intorno al presbiterio rialzato rispetto alla quota chiesa sul quale sono posizionati l'ambone, l'altare e la sede. Il fonte battesimale è sulla destra del presbiterio, posto correttamente a una quota più bassa. Sotto il campanile, che all'interno della chiesa è "svuotato", è posto il tabernacolo, fruibile anche dalla cappella feriale. La canonica e i locali di ministero pastorale sono ospitati in un unico edificio a forma trapezoidale, che ospita al piano terra le funzioni per le attività pastorali (quattro aule di catechismo, un'ampia sala per le riunioni collettive oltre ai servizi igienici) e gli uffici parrocchiali; al piano seminterrato si trovano l'autorimessa, sei aule per il catechismo, la sala anziani, i locali per lo scoutismo e due gruppi di spogliatoi. Il primo piano è interamente destinato a ospitare la residenza dei religiosi.

Il quartiere della Serpentara e Fidene

La leggenda popolare dice che il nome della borgata sia dovuto alla presenza di serpenti nella zona.
La Serpentara si trova tra Fidene, la Bufalotta, Talenti, Montesacro e il Quartiere Africano, a ridosso della Via Salaria e della linea ferroviaria che si dirama verso il Nord, in direzione Settebagni.
La zona ha avuto uno sviluppo esponenziale dalla fine degli anni settanta, quando sono comparsi i primi palazzi.
Vicino si trova il Parco delle Sabine che separa la zona dai nuovi complessi residenziali che caratterizzano la zona dove sorge il centro commerciale "Porta di Roma".
Si può raggiungere la Serpentara proveniendo dalla zona di Val Melaina e del Tufello e, percorrendo prima Via Monte Cervialto e poi Via Ugo Della Seta ci si rende presto conto come la tipologia di edilizia anni 60 e 70 del novecento lascia progressivamente il posto a spazi di verde più o meno disordinatoe a palazzoni tipici delle nuove periferie, come blocchi di cemento illuminati che si stagliano nel cielo conferendo alla zona una atmosfera mista tra proletariato e piccola borghesia.
Superato il complesso di palazzi, proseguendo verso la chiesa di Santa Felicita, pian piano il paesaggio degrada verso le case più basse di Borgata Fidene e si lasciano i palazzoni che rimangono pian piano alle spalle a formare, allo sguardo, la moderna skyline della zona.
Borgata Fidene è una periferia a Nord-Est di Roma facente parte del IV Municipio, insieme a Tufello e Monte Sacro. Come questi due quartieri porta l'imporonta e le conseguenze della urbanizzazione selvaggia degli anni 60, con fenomeni di edilizia intensiva esplosi a partire da quel periodo come anche è avvenuto inaltre zone limitrofe che lambiscono il nucleo storico del quartiere di Monte Sacro.
A Fidene la case popolari sorgono su ambo i lati di Via Quarrata e Piazza Stia e, anche qui, sono edifici bassi di tre o quattro piani con finestre e terrazzi molto piccoli e ravvicinati. Si tratt di una lunga serie di edifici, ognuno dei quali ospita circa 16 famiglie.
Fidene offre alla zona l'importante stazione ferroviaria del treno metropolitano che collega Monterotondo (e financo Orte) con l'aereoporto di Fiumicino e, per questo, è una zona priovilegiata in termini di collegamenti con il centro della città, perché ha la fortuna di veder transitare un treno che "ferma in tutte le stazioni", esclusa termini, della Capitale.
Proseguendo ancora dalla stazione di Fidene verso i luoghi del ritrovamento della casa preistorica di Fidene, si torna a salire intravedendo sullo sfondo nuovamente edifici più alti e moderni che popolano le pendici del quartiere del Colle Salario dove si trova un'altra meta del nostro pellegrinaggio nelle chiese del Giubileo del 2000: la chiesa di San Giovanni della Croce.

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