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San Tommaso Apostolo (2019)


La Chiesa

Il complesso parrocchiale, progettato dall'Architetto Marco Petreschi e realizzato tra il 2006 e il 2012, sorge nel quartiere Infernetto, appellativo derivato dalla presenza nel passato di camini per la produzione del carbone. Il quartiere è sorto da decenni spontaneamente con zone abusive a carattere estensivo. Tale analisi ha condotto il progetto a ricercare, nella soluzione finale, un segno architettonico che desse riconoscibilità e unità al contesto urbano circostante. Considerando poi che l'edificio preesistente ove era localizzata la parrocchia sarebbe stato adibito a centro anziani e lo spazio connettivo intermedio con il nuovo complesso sarebbe stato costituito da una nuova piazza si è fatto sì che il tutto si armonizzasse a costituire in quest'area un microcosmo urbano atto a definire una piccola porzione di città più dignitosa. Altro obiettivo è stato quello di dare al complesso un'identità che si ispirasse a Roma, una città caratterizzata non solo nel tessuto urbano ma anche nei monumenti da modificazioni architettoniche di stratificazione. Vale a dire che ogni casa e ogni monumento in questa città cresce modificandosi strato su strato pur conservando la sua matrice originaria in continuità nel tempo. Da queste riflessioni deriva la soluzione di questa architettura costruita con diversi allineamenti sovrapposti in pianta, sezione e prospetto tali da recuperare e visualizzare l'idea di stratificazione e darle così un segno di riconoscibilità con l'obiettivo di arginare l'anonimato del quartiere. Ultimo elemento che connota la chiesa è la copertura che ripercorre, sostituendola, la memoria della cupola e, rettificandola linearmente, la ricorda in quanto veicolo di ricongiungimento tra gli affanni della vita terrena e il premio della vita celeste. Ecco perché è stato realizzato il turbinio e l'incrocio geometrico delle travi inondate di luce naturale a coronamento della grande croce luminosa in vetro posta sul colmo della copertura da cui traspare il cielo. Quest'immagine è indubbio che abbia l'intento di evocare quelle tante forme immaginate dagli artisti quando raffiguravano la volta celeste, soffuse di raggi a rappresentare, astrattamente, la luce divina della verità che dà speranza a chi la intravede.

Il quartiere di Infernetto - Zona Sud

Infernetto è il nome di una delle zone urbanistiche del XIII Municipio del comune di Roma e si estende nell'area di Castel Fusano, sul lato orientale di via Cristoforo Colombo, di fronte alla zona di Casalpalocco.
Il quartiere si è affiancato progressivamente a Casalpalocco ed all’Axa, sorti come quartieri residenziali a seguito di appositi programmi ed è tuttora in crescita e sviluppo urbanistico; Ad oggi è ancora in corso la qualificazione della zona con il potenziamento delle reti di urbanizzazione, nel tentativo di dare una forma omogenea ai tre insediamenti residenziali, i cui limiti territoriali si affacciano sui due versanti della grande arteria C.Colombo, a pochi chilometri dal Lido di Ostia. L’area dell'Infernetto ha inoltre la peculiarità di essere a ridosso della tenuta di Castel Porziano, di cui lambisce la lunga fascia di rispetto.
In passato, prima della bonifica delle paludi avvenuta nel 1884, esistevano in questa zona gruppi di capanne di legno e frasche, utilizzate nella stagione invernale da boscaioli, cacciatori e soprattutto da carbonai che lavoravano per garantire gran parte del fabbisogno di carbone nelle numerose carbonaie (cataste di legna di circa tre metri d’altezza, coperte con uno strato di terra di trenta, quaranta centimetri, con in cima un foro in cui veniva inserito un tubo che fungeva da camino sfiatatoio) attivate in quest'area per la disponibilità della legna e dell’acqua necessarie. Da ciò deriva, probabilmente, il nome attuale, a causa dei fuochi vaporosi che rendevano, visti da lontano, proprio l'idea di inferno.
Oggi possiamo distinguere la zona residenziale in due parti: più a nord iniziano a svilupparsi lottizzazioni ordinate a schiera e piccole palazzine, naturale estensione di Casalpalocco e Axa, mentre la parte più a sud, più prossima al mare verso la pineta di Castel Porziano e ove ancora è presente una significativa macchia mediterranea, caratterizzato essenzialmente da singole costruzioni, qualcuna anche con piscinetta a corredo, ma completamente priva di spazi pubblici di aggregazione, ancora deficitaria nella pianificazione, a cui la chiesa ha cercato, almeno in parte, di sopperire, con la realizzazione di San Tommaso Apostolo, realizzata sul terreno per la Parrocchia (che comprendeva anche Casal Palocco) acquistato già nel 1954 dalla Pontificia Opera per la Preservazione della Fede. Con la crescita del comprensorio di Casal Palocco, la Parrocchia si ridusse al solo Infernetto. Racconta oggi un vecchio ottantenne residente, che in quegli anni faceva il sorvegliante di alcuni fabbricati o baracche appartenenti alle locali tenute agricole, che la zona era quasi completamente disabitata e priva di servizi; l’energia elettrica arrivò solo nel 1965 e l’acqua dell’ACEA addirittura nel 1980.
Dagli anni '50 del '900 ad oggi, Infernetto è cresciuto in modo abnorme, senza nessun sostegno delle strutture pubbliche, e tutt'oggi non c'è una biblioteca, un teatro, un cinema, fosse anche parrocchiale, come vicina San Timoteo, a Casalpalocco.
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