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San Massimiliano Kolbe (2019)


La Chiesa

San Massimiliano Kolbe è una delle più recenti chiese realizzate nell'ambito del programma comune del Vicariato e del Comune di Roma, inteso ad affermare il ruolo fondamentale dei centri parrocchiali nella riqualificazione del territorio urbane e in particolare nelle zone periferiche.
I lavori di costruzione, iniziati il 16 aprile 2007 su progetto dell'architetto Mattia Del Prete, si sono conclusi nel 2009. La chiesa è stata consacrata dal cardinale vicario Agostino Vallini il 26 aprile 2009.
Nell'ambito del programma di riqualificazione rientra anche un intervento si sistemazione di un parco dotato di spazi collettivi attrezzati volto a realizzare uno specifico paesaggio del verde. La struttura architettonica del complesso, secondo i canoni che costituiscono da sempre il deposito culturale della Chiesa Cattolica, si sviluppa attorno a un chiostro, coperto da una struttura in cristallo, intorno al quale si attestano la chiesa — da un lato — e le aule per il ministero pastorale, articolate su due livelli, su quelli restanti. Grazie a tale spazio, architettonicamente conchiuso, la chiesa può tornare ad avere un ruolo centrale di accoglienza, soprattutto in un luogo privo di piazze e spazi d'incontro qualificati come questo. La cappella feriale, che è anche cappella per la reposizione delle Specie Eucaristiche, si qualifica inoltre quale elemento architettonico di cerniera tra la chiesa e gli edifici accessori. L'edificio-chiesa — ispirato alla Gerusalemme celeste con la bellezza delle sue porte, con i suoi marmi preziosi e con il coro degli angeli e dei santi — è a pianta centrale perché tale tipologia meglio risponde al dettato del Concilio Vaticano Il in merito alla partecipazione del popolo di Dio all'azione liturgica. L'abside è costituita da una grande pala d'altare al centro della quale domina il Cristo Pantocratore ed è sormontata da una grande cupola rivestita esternamente in metallo dorato, che all'interno rende visibile il cielo. Il presbiterio con tutti i sacramentali è stato realizzato in marmo di Carrara con intarsi di marmo bardiglio.

Il quartiere di Prato Fiorito / Ponte di Nona

Prato Fiorito è un quartiere nell’area Est del Comune di Roma, appartenente al VIII Municipio, attraversato dalla Via Prenestina: un quartiere collocato in un'area molto compromessa dall'abusivismo edilizio e da usi impropri, che cerca di uscire dalla situazione di degrado e di abbandono protrattasi per troppi anni attraverso un complessivo intervento di riqualificazione delle aree edificate e degli spazi verdi che, tuttavia, fa difficoltà ad affermarsi. La nuova chiesa rientra nel progetto di dotare il quartiere di un adeguato spazio di aggregazione.
Il progetto di riqualificazione inizia già dagli anni ‘90 quando si cercò, soprattutto per opera dell'allora parroco Padre Piero, di trovare le risorse economiche per la riqualificazione della zona collocata all'interno del territorio di Ponte di Nona. In quegli anni la borgata era caratterizzata dalla presenza di una marrana, senza strade asfaltate e mancava quasi del tutto l'illuminazione pubblica e il sistema fognario.
Sicuremante degni di nota gli intenti dell'intervento di recupero del territorio, volto di Prato Fiorito consiste nella creazione di una piazza, di un parco, di aree di sosta e viabilità pedonale, con l'obiettivo di creare nel quartiere un centro di aggregazione sociale, valorizzando la componente ambientale e paesaggistica del territorio.
Il parco di Prato Fiorito è il primo parco pubblico a Roma che comprende al suo interno la campagna produttiva: si estende per circa 7 ettari e comprende al suo interno una vigna di un ettaro che possiede una capacità produttiva di 10.000 bottiglie all'anno di Lazio bianco IGT.
Nell'ambito del parco è stato riqualificato il fosso di Prato Lungo, un piccolo corso d'acqua che sfocia nell'Aniene, particolarmente significativo per le rete ecologica in quanto si trova in stretta connessione con le aree del parco dell' "Acqua Vergine", creato a protezione delle sorgenti dell'acquedotto romano.
La piazza, il parco e il corso d'acqua si integrano in un disegno paesaggistico in cui i filari della vigna si intrecciano con filari di rose. Accanto a queste aree trattate con obiettivi produttivi e di paesaggio, si sviluppano aree a carattere naturalistico come un piccolo bosco e una fascia di vegetazione umida.
L'acqua è ancora protagonista all'interno del parco; i tre piccoli bacini presenti sono alimentati dalla raccolta delle acque meteoriche e dall'acqua delle fontanelle e verranno utilizzati per la fitodepurazione delle acque reflue dell'insediamento circostante.
Il progetto è stato sviluppato con il coinvolgimento degli abitanti attraverso un percorso partecipativo che ha facilitato la condivisione delle decisioni. Il WWF ha lavorato con i bambini delle scuole presenti nel territorio con un progetto di educazione ambientale finalizzato a seguire tutte le fasi di costruzione del parco. Alla definizione di alcune scelte progettuali sulla vegetazione ha collaborato il Dipartimento di Biologia Vegetale dell'Università "La Sapienza" di Roma.
Una lotta verso il degrado sociale dell’associazione di volontariato Pro Prato Fiorito Onlus, nata nel 2008, con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita nel quartiere, prevedendo il coinvolgimento attivo di giovani ed anziani iniziative volte alla socializzazione e all’apprendimentoinvece per bambini.
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