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San Giovanni Battista de la Salle (2019)


La Chiesa

La prima pietra della Chiesa di San Giovanni Battista de la Sslle fu posta nel 2007 alla presenza dell’arcivescovo Rino Fisichella, allora ausiliare della diocesi di Roma per il settore Sud. I lavori sono proseguiti per due anni, fino alla dedicazione della chiesa, che avvenne con il cardinale vicario Agostino Vallini il 12 dicembre 2009.
Il progetto è dell’architetto Giuseppe Spina. I due edifici che compongono il complesso poggiano su un sagrato a più piani, sono bassi e distesi a far contrasto con l’alto campanile, su un'area a prevalente destinazione residenziale, con gli edifici a far da quinte laterali al nuovo insediamento parrocchiale, preceduto da due file di alte palme e pinus pinea che profilano il viale di accesso.
Il complesso, per la sua posizione, fa da cerniera con il quartiere. La disposizione planimetrica degli edifici evidenzia l'intenzione del progettista di individuare dall'esterno le funzioni cui sono destinati, la loro interdipendenza e il valore simbolico che evochi tradizione nella contemporaneità. Semplice e lineare è il disegno distributivo che colloca i singoli corpi di fabbrica su una direttrice ideale che si sviluppa per tutta la massima lunghezza dell'area. La loro collocazione è tale che la vita di parrocchia possa svilupparsi per buona parte sul medesimo livello. ln virtù della pendenza, che assume andamento scosceso dalla mezzeria del lotto fino al confine posteriore, si è realizzata una grande sala parrocchiale al di sotto dell'aula maggiore, completa di parcheggi e giardini interni che possono usufruire di ampi spazi aperti a valle, utilissimi per la funzionalità della parrocchia. La chiesa è a pianta semicircolare con ingresso ortogonale alla strada e sviluppo planimetrico su una direttrice inclinata di 27 gradi rispetto all'asse dell'ingresso. Nel presbiterio sono collocati l'altare, l'ambone e la sede presidenziale con gli scanni del coro lungo lo sviluppo dell'abside. Il Santissimo è ben visibile da tutta l'assemblea nel semicerchio dell'abside, con posizione sopraelevata e illuminato da una presa di luce circolare a soffitto di grandi dimensioni. Sul lato destro del presbiterio, ben visibile da ogni punto della chiesa, è situato il fonte battesimale.

Il Quartiere di Poggio Torrino

Scendendo dal treno della Ferrovia Roma-Lido, alla Stazione di Tor di Valle, ci si trova immersi in un vasto territorio che trova il suo confine naturale segnato, in basso, dal Gran Raccordo anulare, per aprirsi con un degradare progressivo della densità residenziale, costituito dalle zone di Mezzocammino e Spinaceto, verso gli ampi spazi verdi della Riserva Naturale Statale della Tenuta di Castelporziano, verso il mare.
Gli spazi che si aprono di fronte alla Stazione vedono un territorio caratterizzato da ampie aree verdi e palazzine residenziali.
Ci troviamo nel territorio del Torrino, situato nell'area meridionale della Capitale, che appartiene alla zona urbanistica contrassegnata come 12C del Municipio Roma IX ed è compreso all'interno del Grande Raccordo Anulare. Delimitato da via del Mare, da via Cristoforo Colombo e dalla via Pontina, il Torrino confina con Fonte Ostiense, Tor di Valle, Mezzocamino, Tor de' Cenci e con il quartiere Europa. Contrassegnato come la ventisettesima zona dell'Agro Romano, il suo territorio è caratterizzato da una incredibile varietà di edifici civili, quali centri commerciali, impianti sportivi, centri ludici ed edifici di culto che lo rendono uno dei luoghi più frequentati e vivibili della Capitale. Curiosa e controversa l'origine del nome del quartiere. Fonti attendibili narrano di un'antica torre, definita Torraccia, edificata sui resti di una tomba romana e situata tra la Via Ostiense e Via di Decima.
Iniziando il cammino dalla Stazione di Tor di Valle verso la chiesa di San Giovanni Battista de la Salle, ci si imbatte nel Quartiere INCIS di Decima. Subito dopo la realizzazione del Villaggio Olimpico, prevalentemente dedicato agli impiegati degli uffici pubblici della zona centrale e nord occidentale della città, tra il 1962 e il 1965 l’INCIS dovette far fronte alle nuove esigenze abitative determinate dalla rapida trasformazione dell’EUR in centro direzionale. Il trasferimento di enti e ministeri comportava infatti la necessità di costruire alloggi nelle vicinanze dei nuovi posti di lavoro. Per il quartiere fu scelta un’area di circa 22 ettari a circa 1Km a SudOvest dall’EUR, all’altezza dell’ippodromo di Tor di Valle, adiacente ala sistema delle comunicazioni tra Roma e Ostia (Via del Mare, Via Ostiense e ferrovia Roma-Lido). Il progetto urbanistico fu affidato a Luigi Moretti; quello edilizio oltre che allo stesso Moretti, a Cafiero, Guidi e Libera. Fu quindi in parte ricostruito il gruppo che qualche anno prima aveva dato una buona prova nella realizzazione del Villaggio Olimpico, di cui il quartiere INCIS ripropone alcuni dei caratteri principali.
Superato il quartiere INCIS, sempre all'interno della vasta area del Torrino, si arriva, passando per una bella e ricca zona boschiva, al quartiere degli Astri, Poggio del Torrino, dove ha sede la chiesa, caratterizzato da una popolazione residenziale che si aggira complessivamente intorno ai 12.000 abitanti, prevalentemente giovane, formata da famiglie costituite in prevalenza da coppie con figli piccoli o anche adolescenti. La presenza di numerosi bambini e ragazzi conferisce alla parrocchia di San Giovanni Battista de la Salle una particolare vocazione “educativa”.
Complessivamente questa area del Torrino, a Sud di Via di Decima, che fa da spartiacque con la sovrastante zona del Torrino Nord, presenta condizioni di vivibilità medio alte, anche se la progressiva situazione di degrado è sempre più evidente a causa del sostanziale disinteresse dell’amministrazione . Sono ormai molti i senza fissa dimora che hanno eletto a loro domicilio una zona di verde che si trova nella vallata più in basso che unisce Via Fiume Giallo a Via Sciangai . Sempre più spesso vengono appiccati roghi tossici presumibilmente di materiali plastici che hanno lo scopo di riciclare il materiale nobile dei cavi elettrici attraverso il processo rudimentale che serve per eliminare la plastica da cavi provenienti dai numerosi furti nella zona ferroviaria della Magliana, in modo da separare il prezioso metallo dalla plastica che lo avvolge. Nel piazzale di Via del Fiume Giallo sostano ormai numerosi furgoni e auto semi abbandonate e spesso in condizioni fatiscenti che svolgono la funzione di precarie abitazioni sei senza detto.
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