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San Francesco d'Assisi a Monte Mario (2019)


La Chiesa

La nuova aula liturgica della parrocchia di San Francesco d'Assisi a Monte Mario sorge come ampliamento dell'adiacente chiesa del XVII secolo, opera di Pietro Passalacqua, realizzata tra il 1667 e il 1676 al posto di una cappella di campagna, di poco precedente. Fu consacrata solamente il 2 luglio 1728 da papa Benedetto XIII. La chiesa, nota anche con il nome di San Onofrio in Campagna al Borgo Clementino, per il successivo massiccio inurbamento del quale fu oggetto l'area nel secondo dopoguerra, divenne presto inattuale per la scarsa capienza e necessitò quindi di un ampliamento che fu realizzato e inaugurato soltanto nel 2003. La nuova aula liturgica, posizionata sul fianco sinistro della vecchia chiesa, se ne discosta nettamente sia per la ridotta altezza a confronto della vecchia facciata ulteriormente rialzata su un alto basamento -- sia per l'impiego di un paramento esterno in tufo realizzato a scarpa, con soprastante cornice aggettante in travertino decorata da bassorilievo, a coronamento della copertura, realizzata in calcestruzzo con nervature in vista e lucernario rotondo nel mezzo, alla maniera dell'ultimo Nervi, in palese contrasto con il cromatismo e la volumetria dell'edificio preesistente. ln linea con molte delle chiese disegnate negli stessi anni, l'aula confonde un disegno a pianta centrale con una disposizione liturgica tradizionale, essendo il presbiterio addossato alla parete di fondo e i posti per i fedeli disposti "a battaglione", La nuova aula non ha fonte battesimale, né cappella feriale, giacché presenti già nel vecchio edificio. Il presbiterio è inserito in un volume cilindrico, con paramento in blocchi di tufo, aperto in alto, con sovraffollamento di poli liturgici e di segni: altare, leggio (certo non ambone), sede presidenziale ulteriormente rialzata, tabernacolo e crocifisso, sono infatti affastellati in uno spazio circolare di appena 5 metri di diametro, Un altro lucernario illumina l'area dell'altare.

Il quartiere Trionfale

Il Trionfale è fra i primi 15 quartieri nati nel 1911, ufficialmente istituiti nel 1921. Prende il nome dalla via Trionfale, che lo attraversa. Questa era la strada che percorrevano i generali romani vincitori quando entravano a Roma dopo le loro battaglie.
Durante tutto il Medioevo, attraverso questa stessa via, i pellegrini provenienti dalla via Francigena arrivavano nella città eterna. A testimonianza di questo passato è rimasta la piccola chiesa rettoria di San Lazzaro in Borgo del XII secolo dove i pellegrini dovevano sostare prima di essere ammessi nella città.
Molto probabilmente il nome dato alla strada risale all'epoca romana, per celebrare la vittoria di Furio Camillo sulla città di Veio, portato in trionfo proprio sulla strada che da Veio portava al colle del Campidoglio.
La strada ha un lungo percorso di circa 11 km che attraversa tutta la zona Nord di Roma, partendo da largo Trionfale, da cui arrivare alla congiunzione del rione Prati con i quartieri Trionfale e Della Vittoria, salendo poi lungo la collina di Monte Mario e ponendosi a confine del citato quartiere Trionfale con quello di Primavalle per poi proseguire attraversando la zona di Ottavia fino all'altezza de La Giustiniana in cui confluisce sulla via Cassia.
La numerazione civica della strada è particolare, perché esprime, per un lungo tratto, la distanza metrica del civico rispetto al Campidoglio.
Il quartiere Trionfale, nato lungo il primo tratto della via Trionfale, vide iniziare la propria edificazione all'inizio del '900 quando nacque un nucleo di case popolari, abitate in gran parte da fornaciari, ovvero i fabbricanti di mattoni per l'industria dell'edilizia, che, lungo Via Andrea Doria saranno, in quegli anni, un luogo di fermento delle idee anarchiche e repubblicane, soprattutto intorno alla sezione anarchica di Via Tolemaide. La zona fu per molto tempo sede di molte fabbriche di operai, lavoratori e artigiani al servizio dei numerosi Papi che si sono succeduti nel tempo.
Nel dopoguerra, con la speculazione edilizia degli anni Cinquanta e Sessanta, si sviluppò notevolmente anche l'area della Balduina, su Monte Mario.
Alle 8:55 del 16 marzo 1978, al quartiere Trionfale e, più precisamente in Via Fani, all'incrocio con via Stresa, le Brigate Rosse rapirono il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, uccidendo tutti i componenti della sua scorta..

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