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Abitazione di Melnikov (2018)

date » 10-06-2019 16:17

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L'abitazione, opera dell'architetto Melnikov, fu costruita nel 1929 ed è stata l'unica proprietà privata ufficiale nell'intera storia dell'Urss. La concessione fu un premio di Stalin per il successo ottenuto da Melnikov all'Expo di Parigi. Costretto a lavorare in uno spazio ristretto e con materiali di risulta, Melnikov realizzò un'opera rivoluzionaria con tecniche mai usate prima. L'edificio fu poi ereditato da due cugine, nipoti di Melnikov, innescando un conflitto durato anni.

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Villa Ambra - Poggo a Caiano (PO) (2019)

date » 11-02-2019

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La Villa medicea di Poggio a Caiano, chiamata anche Ambra, è una delle ville medicee più famose e si trova nel comune di Poggio a Caiano (PO). Oggi è di proprietà statale e ospita due nuclei museali: uno degli appartamenti storici (piano terra e primo piano) e il Museo della natura morta (secondo piano).

La villa è forse il migliore esempio di architettura commissionata da Lorenzo il Magnifico, in questo caso a Giuliano da Sangallo verso il 1480. Non a caso si tratta di un edificio privato, in cui sono presenti elementi che fecero poi da modello per gli sviluppi futuri della tipologia delle ville: compenetrazione tra interno ed esterno mediante filtri come le logge, distribuzione simmetrica degli ambienti attorno a una salone centrale (spazio "centrifugo"), posizione dominante nel paesaggio, recupero consapevole di elementi architettonici classici (come la volta a botte e il frontone di tempio ionico in facciata)

http://www.comune.poggio-a-caiano.po.it/pagina2243_la-villa-medicea.html

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wearch.eu - Burano: scampoli e vecchi merletti (2019)

date » 28-01-2019

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https://www.wearch.eu/burano-scampoli-e-vecchi-merletti/

Burano (Buràn [bu’raŋ] in veneto) è un centro abitato di 2.373 abitanti, che sorge su quattro isole della laguna di Venezia settentrionale. Fa parte del comune di Venezia e in particolare della municipalità di Venezia-Murano-Burano. È collegato da un ponte all’isola di Mazzorbo, che ne è divenuta una sorta di appendice.

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Venezia intorno al carcere (2018)

date » 01-01-2019 12:31

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Il carcere di Santa Maria Maggiore è la casa circondariale di Venezia, costruito nel 1926 in sostituzione del precedente carcere della Giudecca (oggi utilizzato come sezione attenuata tossicodipendenti). La sua architettura rispecchia quelle tipiche di quel periodo, con rotonda centrale e raggi, oggi notevolmente ristrutturato. Ospita circa 250 detenuti. Si trova nel sestiere di Santa Croce al numero civico 324.

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I luoghi fotografici di Bruno Panieri

date » 22-12-2018

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https://artevitae.it/bruno-panieri-intervista/

Per la rubrica Digressioni sulla fotografia, curata da Luigi Coluccia, in copertina oggi c’è Bruno Panieri con i suoi luoghi fotografici. Nel consueto appuntamento dedicato all’approfondimento dei lavori dei nostri autori, ne racconteremo la storia e la fotografia.

di Luigi Coluccia

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100 passi a Vigne Nuove (2017)

date » 05-11-2017 11:02

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Viaggio sul 19 (2017)

date » 07-11-2017 16:42

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Il tram è un “mondo perfetto” per chi vuole osservare il mondo, un ideale specchio, “come il caffè per gli esistenzialisti”.

Un problema spinoso del 19 è che passa raramente. Mooolto raramente. Ogni sette-otto tram che transitano, solo uno è un 19, gli altri vanno a piazza Mancini (tragitto da nulla, dieci minuti), quindi l’attesa è abbastanza frustrante, insomma, questo fatto di vedere arrivare un tram dopo l’altro e non è mai il tuo. Lo scopro in una mattina di luglio: di tram per piazza Mancini ne passavano in continuazione, si svuotavano e si riempivano risucchiando la gente in attesa sulla banchina di cemento, sembrava che tutti erano lì ad aspettare il tram per piazza Mancini e nessuno (tranne me) il 19. Strano, no?, con un percorso così lungo e vario da fare. Il 19 infatti risale la Flaminia fino a Belle Arti, poi piega su per Valle Giulia, arriva a piazza Ungheria e da lì imbocca il lunghissimo rettifilo che sfocia al cimitero del Verano, attraversando tre o quattro quartieri diversi, il Salario che ancora può essere definito ideologicamente parte dei Parioli, poi la zona di piazza Quadrata fino a incrociare la via Nomentana, quindi il quartiere dei Villini e poi il Policlinico e l’Università, un mondo a parte, lunghi muri con dietro le Facoltà, gli Istituti eccetera. Infatti quell’unico stradone cambia nome tre volte: viale Liegi, viale Regina Margherita e poi viale Regina Elena. E poi continua, va avanti... Per chilometri e chilometri... Il Verano. San Lorenzo. Porta Maggiore. Fino alla Prenestina. Centocelle.

Edoardo Albinati - 19

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Pio Monte della Misericordia (Ischia 2017)

date » 16-08-2017 13:27

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Il Pio Monte della Misericordia è una struttura oggi decaduta, posta proprio sul lungomare di Casamicciola Terme. La sua storia però è tutt’altro che decadente, sinonimo di volontariato e caritatevole aiuto nei confronti dei meno abbienti nell’arco di diversi secoli.

Immediatamente dopo il dominio degli Aragonesi Napoli divenne Viceregno Spagnolo, con diverse conseguenze per la popolazione, che in seguito alla crescita esponenziale della densità demografica dovuta agli sgravi fiscali della città, vide accrescere anche le condizioni critiche di molti tra povertà e disagio sociale. A partire dal 1595 furono così innumerevoli le attività caritatevoli, e tra queste nacque il Pio Monte, un’associazione benefica laica, il cui scopo era quello di sostenere le famiglie e i poveri in difficoltà. Sette Gentiluomini del tempo, Cesare Sersale, Girolamo Lagnì, Astorgio Agnese, Giovan Battista Mando, Giovan Vincenzo Piscicello, Giovan Battista d’Alessandro e Gian Andrea Gambacorta, fondarono così il 17 aprile 1601 il Sacro Monte della Misericordia.

A questi primi fondatori con il tempo si unirono altri soci, che grazie ai propri contributi riuscirono a dare ogni venerdì pasti e quindici letti agli infermi dell’Ospedale degli Incurabili. Ad un anno di distanza i soci fondarono ufficialmente il “Monte”, il cui stemma constata ancora oggi di sette colline il cui stemma “FAEOG” sta a significare “Fluunt ad eum omnes gentes”.

Le opere benefiche, sette in tutto, consistevano nel soccorrere ogni venerdì tutti i poveri infermi, seppellire i morti nello stesso Ospedale, provvedere alle esequie dei nobili caduti in povertà. Nell’ottica delle Sette Opere di Misericordia, si aggiunse il Soccorso degli Infermi con l’uso di uno stabile a Casamicciola, dove gli infermi poterono godere dei benefici delle Terme Ischitane.

In seguito alle evoluzioni storiche della politica e delle infiltrazioni napoletane, il Pio Monte della Misericordia ha subito nei secoli diversi colpi, ma non ha mai perso lo scopo altamente benefico dei suoi intenti, continuando a rappresentare un ente di eccezionale importanza. Ad oggi il complesso Termale di Casamicciola continua ad essere decaduto, mentre è sempre dell’Ente l’adiacente Orfanotrofio di S.Maria della Provvidenza di Casamicciola. Al Pio Monte appartengono anche la Casa di Riposo in Via Cagnazzi di Napoli e l’Asilo Luigi Illiano di Bacoli.

(http://www.ischiatraveltips.it/it/monumenti/il-pio-monte-della-misericordia)

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fuga a ostia antica (Roma 2017)

date » 31-07-2017 12:50

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Una dimensione"fugace" delle rovine di Ostia Antica, ottenuta con zoommate in ripresa.
Ostia fu una città del Latium vetus, porto della città di Roma, posta nelle vicinanze della foce del fiume Tevere.
Prima colonia romana fondata nel VII secolo a.C. dal re di Roma Anco Marzio,[1][2][3][4] secondo il racconto tradizionale, si sviluppò particolarmente in epoca imperiale come centro commerciale e portuale, strettamente legato all'annona (approvvigionamento di grano per la capitale). Rimase centro residenziale e amministrativo dopo la costruzione dei porti di Claudio e di Traiano, ma decadde rapidamente in epoca tardo-antica, sostituita dal centro portuale di Porto, e fu abbandonata in epoca alto-medievale.
Le rovine della città furono scavate a partire dagli inizi del XIX secolo: si sono conservate, insieme ai monumenti pubblici, numerose case di abitazione e strutture produttive, che ne fanno un'importante testimonianza della vita quotidiana antica.

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Area ex Saffa (Venezia 2017)

date » 18-07-2017 10:34

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Il quartiere è stato edificato in un’area occupata in precedenza dalla fabbrica di fiammiferi “Saffa”, attiva fino agli anni ’50.
Le residenze, circa 200 abitazioni, sono state realizzate in due fasi, la prima tra il 1981 e il 1985, la seconda tra il 1998 e il 2001.
Il complesso edilizio s’integra perfettamente nel tessuto storico di Venezia proponendo, con nuove soluzioni formali, i motivi della tipologia insediativa veneziana: la struttura degli spazi urbani riprende i temi della “calle” e del “campo”, sono stati proposti elementi edilizi quali le altane e i muri di perimetrazione dei giardini e sono stati utilizzati materiali come il “coccio pesto” e la “pietra d’Istria”.
Non è una piazza, ma un Campo. E’ Campo Saffa e la strana vera da pozzo, collocata proprio in mezzo ad esso, ci fa presagire che ci troviamo in un luogo particolare. Ci troviamo infatti a Venezia, sestiere di Cannareggio, nel quartiere residenziale che è stato edificato nell’area industriale dismessa della fabbrica Saffa (in questa area si sono succedute varie attività industriali e fra queste quella delle Fabbriche riunite Fiammiferi, continuata dalla Saffa fino ali anni ’50.
Il progetto del complesso è della Gregotti Associati (A. Cagnardi, P. Cerri, V. Gregotti, H. Matsui) con a capo Vittorio Gregotti.

https://veniceblog2016.wordpress.com/2016/06/07/area-ex-saffa-3/

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