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Centro Commerciale Aura Valle Aurelia (2018)

Il nuovo centro commerciale AURA, aperto ad aprile del 2018, sorge in via di Valle Aurelia 30, all'incrocio con via Baldo degli Ubaldi. E’ una struttura che si sviluppa su tre livelli ed è il risultato di una joint venture tra Cds Holding, gruppo Pam-Panorama e Orion Capital. CDS Holding è una società bresciana che sviluppa, progetta e costruisce strutture commerciali per gli operatori della grande distribuzione e che ha realizzato, da Bolzano a Palermo, a Sassari, più di 60 i centri sviluppati in Italia negli ultimi vent’anni e tra tanti clienti ci sono Metro, Ikea, Carrefour, Iper, Leroy Merlin/Castorama, Interspar, PAM, Dechatlon, Coop, Virgin Active, Media World. Per loro CDS agisce da general contractor e da sviluppatore.
A sentire i suoi realizzatori, si tratta di un modello di shopping mall in linea coi tempi: “Le strutture commerciali del prossimo futuro saranno di piccole dimensioni ed inserite prevalentemente nel tessuto urbano. Basta con distese di negozi e parcheggi, dove è necessario andare con mezzi privati. Il nuovo centro è stato pianificato per accogliere alcuni milioni di visitatori anno, di cui si stima che l’80% arriverà a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici, e solo circa il 20% raggiungerà il centro in auto. Il centro risulta talmente ‘permeabile’ da rappresentare a tutti gli effetti una nuova porzione di città. Il centro commerciale è destinato a diventare il nuovo punto di riferimento per gli interventi di riqualificazione urbana e di riconversione di strutture preesistenti, che hanno perso la loro funzione originaria”.

Il centro commerciale ingloba la fornace Veschi, il simbolo di quella che un tempo fu la Valle dell'Inferno, zona famosa per la presenza di alte ciminiere che svettavano dalle fornaci dalle quali venivano prodotti i mattoni destinati all'edilizia romana, per fornire materiale da costruzione alla «febbre edilizia» della nuova capitale alla nascita del Regno d’Italia.

L’ex fornace Veschi sorgeva là, dove un tempo si trovava anche il borghetto di Valle Aurelia: quando negli anni ’60 prese il sopravvento il cemento armato e i 18 camini delle fornaci alle spalle di San Pietro vennero dismessi, rimasero le case basse che si concentravano intorno ad essi, tirate su alla come viene dagli operai impiegati alla fornace. Il borghetto aveva un fortissimo senso di comunità e coscienza di classe, tanto che - si dice - ne parlò anche Lenin, definendolo la Russia d’Italia.

La storia del borghetto finì nel luglio del 1981, quando gli ultimi ex residenti, trasferiti a forza nelle case popolari in periferia, riuscirono a sottrarre alla furia distruttrice delle ruspe, la fornace, qualche abitazione, la chiesa e la casa del popolo . Il resto venne presto inghiottito dalla voracità dello sviluppo edilizio romano degli anni ’60 e ’70 e raso al suolo per far spazio ai palazzoni.

E arriviamo così al tempo in cui il sindaco Alemanno firmò - l’ultimo giorno del suo mandato - una delibera che ha permesso, dopo tante resistenze da parte degli abitanti del quartiere, di costruire sulla valle della fabbrica di cocci, un centro commerciale con annessi parcheggi interrati: da una parte le pendici di monte Ciocci, dall'altra i palazzi adiacenti il centro commerciale.

L’ex fornace Veschi, tra scalinate e terrazze di vetro, enormi schermi pubblicitari e scale mobili sembra ora un solitario monumento archeologico nel mezzo di una città irriconoscibile. Qualche cittadino del quartiere ironizza dicendo: «Ecco, mo sì che je starebbe proprio bene er nome de valle dell’Inferno!».

http://www.balduinaeoltre.it/borgo-fornaci/

http://www.analisiqualitativa.com/magma/1002/articolo_02.htm
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