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Centro Commerciale Auchan Casal Bertone (2019)

E’ il 1998, un’era geologica fa. Arriva il primo Auchan romano nel cuore di Casal Bertone e arrivano subito le polemiche e le proteste e, proprio nel giorno dell'inaugurazione del grande centro commerciale, una denuncia per irregolarità edilizie ne determina l’immediata sospensione dell’apertura.
Sono 30.200 i metri quadri, di cui 5.700 sono occupati dall' ipermercato, e un bacino d'utenza di circa 400 mila nuclei familiari, ma c’è chi dice che si è andati ben oltre i limiti di edificabilità concessi con l’autorizzazione dal comune.
Si tratta delle prime prove tecniche di insediamento di grossi malls all’interno dei quartieri residenziali della Capitale e si fanno i primi tentativi per garantire una adeguata “coabitazione” ai nuovi templi dell’acquisto collettivo e a ciò che nel quartiere c’è da sempre, come il mercato rionale; l'autorizzazione del 1996 prevede, infatti, l'impegno dei realizzatori di migliorare a viabilità del quartiere e di ricollocare il mercato in uno spazio più adeguato.
Festa rovinata, dunque, all’Auchan che si era presentato agli abitanti del vecchio quartiere pieno di promesse e offerte allettanti: la spesa a domicilio, il rimborso per il doppio del valore della merce non considerata buona dal consumatore, un carrellino trasporta oggetti da portare a casa e perfino la nursery dove le mamme potranno depositare i propri pargoli durante gli acquisti, con l’obiettivo di "coccolare il cliente" con alcuni servizi che non esistono negli altri ipermercati romani.

Casal Bertone nacque sul finire degli anni venti del 900, in una zona dell'allora Agro Romano caratterizzata da un'ampia collina, facente parte dei colli del Portonaccio, sulla quale sorgeva l'antico Casale o Vaccheria Bertone, che prendeva il nome forse dagli antichi proprietari o forse dal manto, detto bertone, dei cavalli che vi venivano allevati.
Nelle vicinanze era ancora tracciata una via risalente almeno al primo medioevo, il vicolo di Malabarba, che doveva il suo nome alla presenza di un oratorio con annesso un molino, la Mola di Santa Barbara. Questa strada costituiva ciò che rimaneva del tratto suburbano della via Collatina, strada romana che collegava Roma con Collatia, cittadina che sorgeva nei pressi dell'attuale Lunghezza.
Nel marzo del 1944, durante la seconda guerra mondiale, Casal Bertone venne colpito dai massicci bombardamenti alleati che interessarono molti quartieri popolari della città. Sebbene non vi furono vittime civili, il quartiere subì numerosi danni agli edifici. Nel 1945 venne ultimato l'edificio della chiesa parrocchiale, intitolato a Santa Maria Consolatrice.
Nel 2010 il quartiere è stato scelto dall'amministrazione comunale per la sperimentazione di un modello di quartiere sostenibile, nell'ambito del progetto Cat-Med (Cambiare le Città Mediterranee nel tempo), promosso dalla Comunità Europea e ha coinvolto altre 11 città del Mediterraneo.
Nel marzo 2014 Casal Bertone ha ospitato la seconda edizione del progetto "Nuova Gestione" per la riqualificazione urbana con l’intento di coinvolgere cittadini e artisti nell'idea di rivitalizzare una zona sempre più soggetta all'abbandono, riattivando temporaneamente spazi commerciali dismessi o in disuso, grazie alle opere site specific progettate da un gruppo di artisti.
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