Processione della Madonna dell'Arco (Napoli 2016)

Corrono, piangono, pregano, gridano, strisciano, implorano,imprecano, si gettano in ginocchio e avanzano fino all’altare. Lì, al cospetto della pietosa Madre dell’Arco culmina pellegrinaggio di una fitta, interminabile schiera di devoti scalzi. Sono i "fujenti", detti anche "battenti", i devoti dell’icona dolente, della Vergine dal volto ferito: forse la più antica fra le Madonne che sanguinano. E’ proprio la ferita, simbolo di un dolore antico, all’origine del primo miracolo di questa prodigiosa immagine.
I fujenti (il termine in napoletano indica appunto coloro che corrono) sono scalzi per voto e, sempre per voto, devono compiere di corsa almeno l’ultimo tratto del pellegrinaggio, forse in ricordo della corsa frenetica dello scellerato giocatore ed in espiazione del suo peccato.
I pellegrini vestono ritualmente di bianco, simbolo di purezza, e portano sull’abito una fascia azzurra, il colore della Madonna, chiamata spesso proprio "Mamma Celeste".
I devoti appartengono agli strati popolari meno garantiti – dal sottoproletariato urbano al popolo contadino – di Napoli e delle provincie di quella che fu la Campania Felix. Sono organizzati in numerosissime associazioni, capillarmente diffuse sul territorio. La loro devozione consiste essenzialmente nel correre il lunedì in Albis fino al santuario. Ciascuna associazione il giorno della festa è rappresentata da una propria squadra detta "paranza", che ha il compito di portare a spalla un "tosello". Di solito una statua della Madonna dell’Arco in trono. La paranza è preceduta da uno o più stendardi che recano il nome dell’associazione, il luogo di provenienza e la data della fondazione. Segno visibile dell’impetrazione e delle gratitudine dei fedeli sono le migliaia di ex voto - i più antichi deiquali datano gli ultimi anni del Cinquecento – che tappezzano le alte pareti del santuario.
(https://festepopolariincampania.wikispaces.com/Festa+dei+Fuijenti+alla+Madonna+dell%27Arco)

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