Borgate: Val Melaina

Val Melaina è la prima zona di Roma nell'Agro Romano, indicata con Z. I.
Del territorio di val Melaina fanno parte i toponimo di Nuovo Salario e Prati Fiscali.

La valle nera, toponimo forse dovuto alla presenza dell’ansa del fiume Aniene, è un’area pianeggiante al di sotto delle collinette tufacee del Tufello, alle falde del Monte Sacro. Qui sorge per primo un complesso di edifici dell’Istituto Fascista per le Case Popolari definito “Stalingrado”. Costruiti nel 1936 per rispondere al bisogno abitativo di centinaia di famiglie senza possibilità di prendere una casa in affitto privatamente, ben presto il complesso di intensivi diviene una borgata a sè, drammaticamente lontana dalla città.
Le strade si snodano quindi attraverso i lotti degli iintensivi di Val Melaina e lungo gli interventi successivi, conclusi negli anni Cinquanta, che fecero anche da set cinematografico del film "Ladri di biciclette" di Vittorio De Sica. Le storie di vita e le memorie della Guerra si intrecciano poi con i decenni successivi e le lotte degli anni Settanta che animarono i Collettivi di Val Melaina, Tufello e Monte Sacro.

I gruppi popolari di Val Melaina e Donna Olimpia sono generalmente menzionati nel novero delle borgate fasciste.
In particolare il complesso di unità d’abitazione di Val Melaina si è soliti comprenderlo nell’enumerazione delle dodici borgate ufficiali nate durante il ventennio, posticipandone per altro i tempi di realizzazione, avviata secondo Insolera dopo il 1935.
Non che non vi fossero analogie con le altre borgate: la lontananza dalla città, la mancanza o l’incompletezza delle infrastrutture primarie e, in larga misura, la tipizzazione sociale dei destinatari degli interventi ne sono un esempio.
I due insediamenti popolari dell’Ifacp, tuttavia, posseggono caratteristiche architettoniche e costruttive profondamente diverse dalle altre borgate, così come diversi furono i soggetti attuatori.

Nelle borgate Val Melaina e Donna Olimpia, realizzate tra il 1930-32, l’Istituto operò in conformità alle scelte edilizie del momento, ricorrendo allo schema della tipologia intensiva. Voci autorevoli a sostegno delle case “alte” e della centralità urbana emersero al III Congresso internazionale di architettura moderna, tenutosi a Bruxelles nel novembre 1930. La fabbricazione intensiva oltre ad abbassare i costi relativi a strade e servizi permetteva di sfruttare le possibilità e i vantaggi economici offerti dalle acquisizioni tecnologiche e dai nuovi metodi costruttivi. «Le due forme fondamentali (case basse o alte) non sono buone o cattive forme in sé, ma le loro diverse caratteristiche richiedono applicazioni diverse», sostenne in una famosa conferenza Walter Gropius, da molti considerato il padre del Movimento Moderno in architettura.

Luciano Villani LE BORGATE DEL FASCISMO Storia urbana, politica e sociale della periferia romana

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